Avventuroso
Resoconto
Calabrese
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Delle
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Unicamente
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mercoledì 23 maggio 2012
martedì 22 maggio 2012
mercoledì 16 maggio 2012
Tropea: un giorno in paradiso!!
e' SEMPRE UN PIACERE VIVERE UNA GIORNATA SENZA PENSIERI IMMERSI NEL TOTALE RILASSAMENTO DEL MARE, DEL SOLE, DELLA BELLA GENTE DELLA CALABRIA!
tROPEA A QUESTO PROPOSITO è IL LUOGO PIù ADATTO, IN QUANTO OFFRE AI VISITATORI SVARIATI MODI PER DIVERTIRSI E ALLO STESSO TEMPO PER "STACCARE LA SPINA" DA TUTTO E DA TUTTI...INOLTRE è MOLTO FACILE DA RAGGIUNGERE PER QUALUNQUE VIAGGIATORE, NUMEROSI NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO, SOUVENIR ETC. ETC.
TROPEA, è UNO DEI LUOGHI PIù VISITATI E RICERCATI DAI TURISTI E PERCHè NO, ANCHE DAI VIP, CHE SCELGONO QUESTA LOCALITà PROPRIO PER TROVARE LA PACE IN STESSI E TRASCORRERE 15 GIORNI DI PURO RELAX!
La prima delle isole che vi consigliamo è l’isola di Dino è la è la più bella e la più grande delle isole Calabresi. L’isola sorge sulla costa nord occidentale del Tirreno calabrese, di fronte al paesino di Praia a Mare in Provincia di Cosenza, davanti Capo dell’Arena nella zona sud del paese. Il suo nome deriva da un tempio dedicato a Venere che sorgeva sull’isola, il nome dall’etimo greco dina, che significa vortice o tempesta.
Infatti intorno all’isola un tempo le acque prossime alla punta Sud dell’Isola, detta Frontone, erano pericolose per i naviganti.
Infatti intorno all’isola un tempo le acque prossime alla punta Sud dell’Isola, detta Frontone, erano pericolose per i naviganti.
Acqua cristallina e natura incontaminata: questi sono i luoghi meravigliosi della Calabria. I suoi fondali custodiscono storie, imbarcazioni, corpi dimenticati dalla storia. La parola d’ordine è: relitto. Con questo termine si indica una nave affondata o arenatasi per diverse cause: dai combattimenti in mare agli incidenti. La Calabria ne possiede 150, di cui 110 non ancora localizzati.
Tutte le province possono vantare almeno una nave o un sommergibile affondati nel corso della seconda Guerra Mondiale. La regione dei bronzi infatti è una zona strategica per i trasporti dall’Africa all’Italia, specialmente durante i combattimenti. Non sorprende quindi il gran numero di relitti, molti dei quali possono essere esplorati perché gli scafi sono ben conservati.
Da cosa dipende il grado di conservazione? Dal materiale di cui l’imbarcazione è fatta, dal danno subito al momento dell’affondamento, dai tentativi di recupero o di sgombero della zona, dalla profondità e dall’intensità delle correnti e infine dalla presenza di animali.Nonostante tutto, i relitti calabresi sono in ottime condizioni. Almeno quelli in acciaio. La buona conservazione di questi relitti dipende infatti dallo spessore. Le parti che resistono maggiormente sono il cannone, il condensatore, le eliche e le cerniere.
Il legno è un materiale deperibile ma nonostante ciò alcune parti sono state rinvenute. Il motivo? Sono rimaste coperte dalla sabbia e hanno quindi resistito all’attività corrosive delle correnti. Come è accaduto al relitto di Porticello, di cui ci sono rimasti importanti reperti archeologici.
La provincia che racchiude più tesori è Reggio Calabria, in particolare la zona di Capo Spartivento, dove aerei, sommergibili e scafi giacciono sul fondale. Tra questi ci sono mezzi stranieri, soprattutto tedeschi colpiti dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale e italiani, una torpediniera della marina militare italiana. E’ stata affondata nel 1943 in un combattimento, mentre stava scortando un convoglio di navi da trasporto. Purtroppo il relitto versa in cattive condizioni. Dopo la fine della guerra è stato smantellato da sommozzatori professionisti che hanno recuperato le caldaie aprendo lo scafo con candelotti di dinamite. Ancora oggi Castore è preda di saccheggi, alcuni sommozzatori infatti hanno la strana abitudine di portare a casa un souvenir dello scafo...
Nelle acque di Capo Spartivento ci sono anche due aerei dal nome sconosciuto, il sommergibile Romolo che, progettato per trasportare oltre 600 tonnellate di materiale dal Medio Oriente, è vissuto solo tre giorni. Intercettato dai servizi segreti britannici, il sottomarino è stato colpito ed è scomparso con tutto l’equipaggio. Gli uomini non hanno fatto in tempo a scappare: l’esplosione è stata improvvisa. Remo, il sommergibile gemello di Romolo, non ha avuto maggiore fortuna. Varato nel 1943 è stato distrutto dopo qualche settimana nelle acque di Cirò Marina (Kr), unici superstiti quattro uomini, comandante compreso. A largo di Melito Porto Salvo affonda una nave da carico: Marzamemi. È il 1941, durante un trasporto da Catania verso Crotone, lo scafo viene colpito, con la nave gemella Colomba lo Faro, dal sommergibile britannico Triumph. E’ l’inizio della fine. Le imbarcazioni colano a picco, portando con sé tutti gli uomini dell’equipaggio. Il Colomba è in cattive condizioni. Anche questo relitto è stato preda di sommozzatori incaricati del recupero. Il Marzamemi invece è rimasto intatto. Forse la profondità o la lontananza dalla riva sono riuscite a “proteggere” il relitto. Lo scafo, integrato perfettamente con l’ambiente, è diventato una casa ospitale per numerose specie di pesci. Non lontano, nelle acque di Saline Joniche è stata affondata la nave da carico Laura Couselich, che trasportava rifornimenti per l’Esercito Italiano in Africa settentrionale. A largo di Palmi giace la Viminale, un’imbarcazione mista. Nata come lussuosa nave di linea per la tratta Trieste Yokohama, poi Genova Brisbane, durante la seconda guerra mondiale viene convertita in scafo da trasporto. Nel 1943 viene attaccata da un sommergibile inglese, danneggiata viene subito rimorchiata. Durante il viaggio verso Napoli viene colpita da una motosilurante statunitense. L’equipaggio fortunatamente viene tratto in salvo da pescatori locali.
Tutte le province possono vantare almeno una nave o un sommergibile affondati nel corso della seconda Guerra Mondiale. La regione dei bronzi infatti è una zona strategica per i trasporti dall’Africa all’Italia, specialmente durante i combattimenti. Non sorprende quindi il gran numero di relitti, molti dei quali possono essere esplorati perché gli scafi sono ben conservati.
Da cosa dipende il grado di conservazione? Dal materiale di cui l’imbarcazione è fatta, dal danno subito al momento dell’affondamento, dai tentativi di recupero o di sgombero della zona, dalla profondità e dall’intensità delle correnti e infine dalla presenza di animali.Nonostante tutto, i relitti calabresi sono in ottime condizioni. Almeno quelli in acciaio. La buona conservazione di questi relitti dipende infatti dallo spessore. Le parti che resistono maggiormente sono il cannone, il condensatore, le eliche e le cerniere.
Il legno è un materiale deperibile ma nonostante ciò alcune parti sono state rinvenute. Il motivo? Sono rimaste coperte dalla sabbia e hanno quindi resistito all’attività corrosive delle correnti. Come è accaduto al relitto di Porticello, di cui ci sono rimasti importanti reperti archeologici.
La provincia che racchiude più tesori è Reggio Calabria, in particolare la zona di Capo Spartivento, dove aerei, sommergibili e scafi giacciono sul fondale. Tra questi ci sono mezzi stranieri, soprattutto tedeschi colpiti dagli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale e italiani, una torpediniera della marina militare italiana. E’ stata affondata nel 1943 in un combattimento, mentre stava scortando un convoglio di navi da trasporto. Purtroppo il relitto versa in cattive condizioni. Dopo la fine della guerra è stato smantellato da sommozzatori professionisti che hanno recuperato le caldaie aprendo lo scafo con candelotti di dinamite. Ancora oggi Castore è preda di saccheggi, alcuni sommozzatori infatti hanno la strana abitudine di portare a casa un souvenir dello scafo...
Nelle acque di Capo Spartivento ci sono anche due aerei dal nome sconosciuto, il sommergibile Romolo che, progettato per trasportare oltre 600 tonnellate di materiale dal Medio Oriente, è vissuto solo tre giorni. Intercettato dai servizi segreti britannici, il sottomarino è stato colpito ed è scomparso con tutto l’equipaggio. Gli uomini non hanno fatto in tempo a scappare: l’esplosione è stata improvvisa. Remo, il sommergibile gemello di Romolo, non ha avuto maggiore fortuna. Varato nel 1943 è stato distrutto dopo qualche settimana nelle acque di Cirò Marina (Kr), unici superstiti quattro uomini, comandante compreso. A largo di Melito Porto Salvo affonda una nave da carico: Marzamemi. È il 1941, durante un trasporto da Catania verso Crotone, lo scafo viene colpito, con la nave gemella Colomba lo Faro, dal sommergibile britannico Triumph. E’ l’inizio della fine. Le imbarcazioni colano a picco, portando con sé tutti gli uomini dell’equipaggio. Il Colomba è in cattive condizioni. Anche questo relitto è stato preda di sommozzatori incaricati del recupero. Il Marzamemi invece è rimasto intatto. Forse la profondità o la lontananza dalla riva sono riuscite a “proteggere” il relitto. Lo scafo, integrato perfettamente con l’ambiente, è diventato una casa ospitale per numerose specie di pesci. Non lontano, nelle acque di Saline Joniche è stata affondata la nave da carico Laura Couselich, che trasportava rifornimenti per l’Esercito Italiano in Africa settentrionale. A largo di Palmi giace la Viminale, un’imbarcazione mista. Nata come lussuosa nave di linea per la tratta Trieste Yokohama, poi Genova Brisbane, durante la seconda guerra mondiale viene convertita in scafo da trasporto. Nel 1943 viene attaccata da un sommergibile inglese, danneggiata viene subito rimorchiata. Durante il viaggio verso Napoli viene colpita da una motosilurante statunitense. L’equipaggio fortunatamente viene tratto in salvo da pescatori locali.
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